Kraftwerk / Quattro androidi a spasso per Dusseldorf

Ben tornati all’ascolto di una nuova puntata della rubrica di storia della musica, La Musica del Venerdì.

Nel 1970 a Dusseldorf, nell’allora Germania Ovest, uno scienziato dal passato oscuro, creò due androidi umanoidi, ai quali diede i nomi Ralf e Florian.

foto Kw1

Purtroppo, er professor morì subito dopo ed i due robot antropomorfi, rimasero soli nel grande magazzino laboratorio di Kling Klang..

foto Kw2

Qui in una stanza chiusa trovarono altri due simbionti che er professor non era riuscito a completare..

foto Kw3

Con tre album iniziali e con vari cambi di formazione, li ritroviamo nel 1975 nella forma definitiva, pronti per fare il grande salto e con l’album “Autobahn”. (letteralmente: “Autostrada”), sfondano, indicando la direzione a tutti gli automi mutanti e replicanti che sono venuti dopo. Sto parlando dei padri della musica elettronica in ogni sua derivazione, compresa la musica house e techno, senza i quali per intenderci, non sarebbero esistiti né i Daft Punk né i Chemical Brothers.

Se è vero che inizialmente si sono mossi in una dimensione altamente sperimentale, con la costruzione da parte loro di macchinari per la produzione di suoni robotici, è indubbio che sperimentali hanno continuato ad esserlo, in una evoluzione durata fino ai giorni nostri. Ciò che più li ha caratterizzati è stata la capacità di coniugare una certa freddezza tedesca con il suono caldo afro/black, per produrre una musica globale, che potesse essere fruita da tutti. In questo senso partendo dalla radice linguistica tedesca, i Nostri hanno comunicato Urbi et Orbi, in l’inglese, francese, italiano e anche giapponese.

Se volete vederli rigidi e imballati..

foto Kw4

se volete vederli quando hanno trasferito le loro coscienze in corpi sintetici (ancora troppo lucidi) per fare un giro in città..

foto Kw5

infine se volete vederli completamente ascesi alla forma umana ed elegantissimi..

foto Kw6

Con i brani,

“Autobahn”

e “Radioactivity”

 

Signore e Signori

ecco a Voi,

i mitici

Kraftwerk

Buon ascolto e buon fine settimana

 

Fabrizio Savelli

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