Curiosità

LA NASA ADOTTA LA STAMPA 3D PER ANDARE SU MARTE

La NASA ha scelto il Selective Laser Melting, una forma di stampa 3D metallica, per creare alcuni componenti complessi del futuro vettore SLS.


La NASA ha adottato una forma particolare di stampa 3D per realizzare alcuni dei componenti metallici più articolati del nuovo vettore SLS che, nei piani dell’agenza spaziale americana, servirà a supporto di nuove esplorazioni verso Marte e la fascia degli asteroidi. Più in dettaglio, la forma di stampa 3D adottata si chiama SLM (Selective Laser Melting) ed è stata identificata dalla NASA come “il futuro del maufacturing”.

A impiegare la “stampa” con SLM è il Marshall Space Flight Center di Huntsville, che sta lavorando alla realizzazione dello Space Launch System (SLS), un vettore destinato a portare materiali, set di esperimenti e anche astronauti oltre l’orbita terrestre, prima verso la fascia degli asteroidi e poi su Marte. Il primo test del SLS dovrebbe avvenire tra cinque anni circa.

Il Selective Laser Melting è una tecnologia di origine tedesca che prevede la fusione di polvere metallica con un laser ad alta energia. Si parte dal modello CAD tridimensionale dell’oggetto che si vuole realizzare e lo si “affetta” in strati di qualche decina di micron, un po’ come in una TAC virtuale. L’oggetto fisico viene assemblato strato per strato partendo da questi dati: uno strato finissimo di polvere metallica viene steso in un ambiente chiuso e controllato; il laser ad alta potenza colpisce la polvere seguendo i contorni della specifica “fetta” del modello CAD; l’energia del laser fa fondere la polvere che si solidifica in metallo “concreto”. Fatto questo strato, si deposita nuova polvere metallica che serve a realizzare lo strato sovrastante, il quale risulterà fuso con quello appena realizzato. Strato dopo strato, si assembla tutto l’oggetto voluto.

Il vantaggio del Selective Laser Melting è che permette di realizzare in un blocco unico componenti che hanno una struttura interna anche complessa. Questo porta una maggiore affidabilità del componente, perché riduce o annulla del tutto i punti di vulnerabilità, e conseguentemente di tutto il progetto che adotta quel componente (in questo caso il SLS). Un secondo vantaggio sta nella velocità di produzione: con il Selective Laser Melting il tempo necessario a generare le parti complesse passa da mesi a settimane, in alcuni casi a giorni.

Alcuni componenti realizzati con il Selective Laser Melting saranno testati montandoli nel motore a razzo J-2X, che sarà uno dei propulsori principali del SLS (i test ovviamente avverranno a terra). L’obiettivo è confermare la validità del Selective Laer Melting e utilizzarlo per produrre alcuni componenti per il primo volo di test del SLS, nel 2017.

di tomshw.it

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