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NORVEGIA, NIENTE PIÙ CONTROLLI SUL FILE-SHARING

Nel paese, ferito a morte da Anders Breivik, non si sceglie la via securitaria. Prima viene la difesa della privacy. D’ora in poi, nessuno potrà più controllare la rete.

E’ una notizia passata quasi sotto silenzio, nei giorni dell’asilo politico ad Assange, nei giorni di Wikileaks e dell’arresto di uno dei fondatori di Pirate Bay. Ma è una notizia destinata a cambiare, e molto il mondo della rete. E non solo. Viene dalla Norvegia e racconta che nel paese nordico, d’ora in poi, si potrà scaricare qualsiasi cosa praticamente senza conseguenze. Sia chiaro: non c’è stata alcuna “legalizzazione” dello sharing di file coperti da copyright. Nulla di tutto questo: semplicemente nessuna autorità norvegese è più autorizzata a monitorare il comportamento degli utenti sul Web. Disco verde, insomma, al download.

Ed è una novità di non poco conto. Perché per lunghi anni, e fino a pochissimo tempo fa, in Norvegia esisteva un organismo in grado di “controllare” cosa avvenisse nel Web, in grado di stilare un lungo elenco di Ip (quella sorta di targa che ci portiamo in rete, quando si naviga) “sospettati” di violare le leggi sul copyright. Non solo ma tutto questo lavoro di monitoraggio, la legge norvegese lo affidava ad una società privata, allo studio Simonsen. Studio conosciutissimo nel mondo musicale – fa parte dello staff internazionale che cura gli interessi della RIAAA, la potente sigla che raggruppa le major discografiche statunitensi – che aveva ottenuto l’appalto per questo lavoro di monitoraggio.

Appalto che fu oggetto di una feroce polemica, già tre anni fa. Perché, anche allora, risultò evidente che un “soggetto privato”, di fatto, controllava il traffico in rete, senza che ci fosse una legge che garantisse la privacy degli utenti. Allora si decise per una proroga. Poi, la decisione del governo (rosso-verde) di non concedere un nuovo appalto. Decisione contro cui lo studio si è appellato. Infine, il mese scorso la decisione finale: nessun nuovo appalto. Non ci sarà alcun organismo che potrà monitorare le attività dei singoli in rete.
Inutile dire che la decisione ha scatenato un putiferio da parte delle lobby dei titolari dei diritti. In ogni caso, lo studio Simonsen è stato fatto fuori. E da qualche giorno, nessuno può più controllare il volume di traffico del singolo utente, nessuno potrà “curiosare” dentro i computer. A parte i giudici, ovviamente, quando ci siano indizi di reato.
Resta solo una considerazione da fare. Si parla di Norvegia, il paese che un estremista di destra, Anders Breivik, ha ferito a morte, facendo una strage di giovani socialisti, nell’isola Utoya, a due passi da Oslo. Quel paese, anche davanti ad una tragedia simile, non ha scelto la strada “della sicurezza”. Non ha aumentato i controlli, la sorveglianzxa. Non ha assecondato la paura delle persone. Al contario, contro le barbarie, ha scelto di aumentare la privacy dei cittadini. Ha scelto la democrazia.

da Globalist.it

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