Pensieri

I PRESTITI UE NON BASTANO. LA CRISI ACCELERA. L’ITALIA RISCHIA DAVVERO?

Il piano di salvataggio delle banche spagnole non dissolve le ombre sulla crisi europea. E l’Italia sembra corrrere più rischi di tutti, come conferma il crollo di Piazza Affari e la rapida risalita dello spread tra btp e bund tedeschi.

Sullo sfondo, le nuove insidie della crisi greca, che potrebbe acuirsi qualora alle elezioni prevalessero le forze politiche più ostili al rigore chiesto dall’Ue. Una crisi, quella europea, che preoccupa da vicino anche la Casa Bianca: l’America teme infatti che il crollo dell’euro possa ripercuotersi pesantemente sulla sua economia. Con conseguenze anche sulle elezioni presidenziali. Giuseppe Berta, docente ed economista, risponde a 6 domande sulla crisi.

MERCATI A PICCO.
È evidente che la crisi europea sta accelerando e si sta intensificando. Dopo uno spunto positivo iniziale, i mercati hanno rapidamente dimostrato di non credere che il prestito di 100 miliardi di euro a favore delle banche spagnole possa rappresentare quella svolta nella gestione della crisi da parte delle istituzioni europee che il mondo si aspetta, essendo puntualmente deluso. Un prestito non può risolvere i problemi finanziari della Spagna, dal momento che essa lo dovrà ripagare, quando sta già scontando gravi difficoltà ad approvvigionarsi sul mercato dei capitali, come rivelano gli interessi crescenti che Madrid paga per i propri titoli di Stato.
Ciò che continua a mancare è una strategia europea condivisa, prova della volontà politica di salvare la moneta unica a ogni costo. Sarebbe questa la sola mossa in grado di cambiare il corso della crisi.

FATTORE GRECIA.
La Grecia è per noi la prossima prova. Se dalle elezioni uscirà una maggioranza poco propensa a sottoscrivere le richieste dell’Europa, si scatenerà una tempesta e l’Italia non potrà che farne le spese, con un ulteriore, pericolosissimo aumento degli interessi sul debito pubblico.

FONDO SALVA STATI.
Non c’è dubbio che l’Italia si trova a essere molto esposta, oltre che per la sua condizione di debolezza, per gli oneri che deve accollarsi all’interno delle istituzioni europee. Essi vanno ad aggiungersi agli altri carichi che già dobbiamo sopportare, col rischio di aggravare la nostra recessione.

MILANO MAGLIA NERA.
L’impressione è che il cerchio si stia stringendo intorno all’Italia. La fragilità dell’Italia in questi mesi si è acutizzata, nonostante i tentativi del governo Monti di adottare misure di contenimento. Esse però hanno avuto la conseguenza di deprimere ancor più la crescita italiana, oggi negativa (gli ultimi dati indicano che il Pil per il 2012 è in regresso dell’1,4% e non tengono ancora conto delle conseguenze del terremoto in Emilia). Questo proprio quando il Paese deve far fronte a una pressione finanziaria sempre più forte.
Si è così instaurato un circolo vizioso che associa in maniera perversa la recessione agli alti interessi del debito pubblico. Una situazione che minaccia di strangolarci e, con noi, anche le nostre banche, che hanno utilizzato l’offerta di liquidità della Banca Centrale Europea per acquistare titoli di Stato italiani.

RISPARMI.
Non esistono ricette totalmente sicure di difesa dei risparmi in una situazione senza precedenti come quella di oggi. Molti si rifugiano nell’acquisto dei Bund tedeschi o dei titoli pubblici statunitensi, ma nessuno può davvero prevedere gli esiti di un crollo della moneta unica.

CONTAGIO AMERICANO.
Gli Usa sono preoccupati perché la caduta dell’euro potrebbe indurre un tracollo economico di dimensioni inaudite. Ma Obama sta cercando di addossare all’Europa anche la colpa per l’andamento insoddisfacente dell’economia americana, che lo potrebbe penalizzare alle presidenziali di novembre.

da LEGGO.it

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